Accadde a luglio

Giorno 25, anno 1943: caduta del fascismo

ITALIANI,

Assumo da oggi il comando di tutte le Forze Armate.

Nell’ora solenne che incombe sui destini della Patria ognuno riprenda il suo posto di dovere, di fede e di combattimento: nessuna deviazione deve essere tollerata, nessuna recriminazione può essere consentita.

Ogni italiano si inchini dinanzi alle gravi ferite che hanno lacerato il sacro suolo della Patria.

L’Italia, per il valore delle sue Forze Armate, per la decisa volontà di tutti i cittadini, ritroverà nel rispetto delle istituzioni che ne hanno sempre confortata l’ascesa, la via della riscossa.

ITALIANI,

Sono oggi più che mai indissolubilmente unito a voi dalla incrollabile fede nell’immortalità della Patria.

Firmato: VITTORIO EMANUELE.
Controfirmato: BADOGLIO.


Fu la dichiarazione del Re Vittorio Emanuele III il 25 luglio del 1943, dopo aver sollevato Benito Mussolini dall’incarico di capo del governo e successivamente averlo tratto in arresto in Villa Savoia durante un loro incontro ufficiale.

La notizia venne accolta con un grande entusiasmo e le strade delle maggiori città italiane “hanno assunto un aspetto di grande esultanza patriottica. Al grido di viva l’Italia, viva il Re, viva Badoglio e viva l’Esercito e al canto dell’inno di Mameli, si sono formati imponenti cortei con cartelli improvvisati e bandiere tricolori che si sono diretti verso il Quirinale.” (Corriere della Sera, 26 luglio 1943).

Le prime parole di Badoglio non si fanno attendere:


ITALIANI,

Per ordine di Sua Maestà il Re e Imperatore assumo il governo militare del Paese con pieni poteri.

La guerra continua. l’Italia, duramente colpita nelle sue provincie invase, nelle sue città distrutte, mantiene fede alla parola data, gelosa custode delle sue millenarie tradizioni.

Si serrino le file attorno a Sua Maestà il Re e Imperatore, immagine vivente della Patrie, esempio per tutti.

La consegna ricevuta è chiara e precisa: sarà scrupolosamente eseguita, e chiunque si illuda di poterne intralciare il normale svolgimento, o tenti turbare l’ordine pubblico, sarà inesorabilmente colpito.

Viva l’Italia. Viva il Re

Firmato: Maresciallo d’Italia
PIETRO BADOGLIO


Questa prima dichiarazione, però, sembra deludere gli animi degli intellettuali perché “I primi atti del Generale Badoglio non avevano punto rassicurato gli Italiani […] Il popolo, tutto il popolo della Penisola […] aveva creduto di vedere negli avvenimenti del 25 Luglio […] nel campo della politica estera, un prodromo di pace possibilmente dignitosa […] e nel campo della politica interna, il crollo completo e definitivo del fascismo e relative istituzioni, e il reale e leale ritorno alle libertà. […] Che cosa si è risposto a questa attesa, a questa domanda? Nel campo della politica estera ci siamo sentiti dire che la «guerra continua» e che si manterrà la «parola data».” (Avanti!, 1 agosto 1943, edizione clandestina di Milano).

Per una volta tutti i partiti si mostrano uniti, escono allo scoperto e all’unisono rivolgono alla popolazione il seguente manifesto:


ITALIANI!

La volontà del popolo e l’aspirazione profonda del nostro valoroso esercito sono state soddisfatte; Mussolini è stato cacciato dal potere. Spunta sul nostro paese in rovina, l’aurora della libertà e della pace.

I partiti antifascisti che da venti anni hanno condannnato e decisamente combattuto la funesta dittatura fascista dando contributo di sangue e di dolore nelle piazze, nelle carceri, nell’esilio, proclamano la loro volontà di agire in piena solidarietà per il raggiungimento dei seguenti scopi:

Liquidazione totale del fascismo e di tutti i suoi strumenti di oppressione.

Armistizio per la conclusione di una pace onorevole.

Ripristino di tutte le libertà civili e politiche prima fra tutte la libertà di stampa.

Liberazione immediata di tutti i detenuti politici.

Ristabilimento di una giustizia esemplare senza procedimenti sommari, ma inesorabile nei confronti di tutti i responsabili.

Costituzione di un governo formato di tutti i partiti che esprimono la volontà nazionale.

I partiti antifascisti invitano gli italiani a non limitarsi a manifestazioni di giubilo, ma, consci della gravità dell’ora, organizzarsi per far valere la irremovibile volontà che la nuova situazione non sia da alcuno sfruttata a fini reazionari e di salvataggio di interessi che hanno sostenuto il fascismo e sono stati dal fascismo sostenuti.

I partiti antifascisti hanno perciò deciso che tutte le masse lavoratrici, operai, contadini, impiegati, artigiani, professionisti, studenti, combattenti di Vittorio Veneto, devono considerarsi in stato permanente di allarme e di vigilanza per affermare con l’azione la loro incoercibile volontà di pace e di libertà.

Il gruppo di ricostruzione liberale – Il partito democratico cristiano – Il partito d’azione – Il partito socialista – ll movimento di unità proletaria per la repubblica socialista – Il partito comunista

3 Replies to “Accadde a luglio”

    1. Vero! leggere i documenti originali è anche utile per comprendere lo stato d’animo di quegli anni ed evitare il ritorno di movimenti cosiddetti fascisti che pian piano stanno diventando sempre più una realtà.

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