Smartphone: “breve” guida agli acquisti – parte 1: le origini

Se volessi definire con una parola la società del terzo millennio, direi che è la “società dell’impazienza”. Se un tempo accedere alle informazioni era di per sé una grande sfida, oggi queste non sono solo facilmente accessibili, ma pretendiamo di riceverle il prima possibile e con facile accessibilità. Si tratta di un nuovo processo evolutivo, un po’ forzato e guidato dalle nostre necessità e da quelle del mercato.

Abbiamo inventato, per questo motivo, lo smartphone, l’evoluzione del telefono cellulare, che è oramai una parte integrante del nostro, oserei dire, organismo: un nuovo organo esterno che nutre la nostra mente con una quantità di informazioni che decine di anni fa sarebbe stata assolutamente irraggiungibile. Come per ogni organo ci sono malattie annesse, ad esempio la nomofobia, dall’inglese “nomophobia”, no mobile phobia, ossia la fobia di rimanere senza telefono e quindi senza l’accesso a quelle informazioni alle quali siamo abituati.

Ma come siamo arrivati a questo punto, seppur repentinamente, senza accorgercene? Non starò qui a tediarvi con la storia del telefono, tra l’altro reperibile su Wikipedia per chi è affetto da nomofobia, ma è, comunque, interessante comprendere come il mercato abbia, in realtà, poco da offrire e di cui ne siamo indiscutibilmente preda e vittima. Questa serie di articoli (non ho ancora deciso quanti) vuol essere una validissima guida, forse la migliore, agli acquisti, ma il risultato lo si avrà solo alla fine.

Si dica quel che si vuole ma l’idea di smartphone nasce con Nokia! Vi sono molti puristi ed opinionisti che si battono nell’inutile tentativo di attribuire la nascita dello smartphone ad altre aziende, ma la prima implementazione di smartphone, ossia di un telefono cellulare che viene utilizzato per inviare dati, avviene in Finlandia con l’SMS nel 1993. Da quell’anno l’ascesa è incontrastata.

Nokia conquista con prepotenza il primato di vendita raggiungendo picchi pari al 60% mondiale (quasi due telefoni su tre erano Nokia!). Aziende come Texas Instruments, STMicroelectronics, Broadcom, Sony, ecc., facevano la lotta per entrare nelle grazie del colosso finlandese ed erano pronte ad esaudire qualsiasi capriccio dei ricercatori di Nokia. Vengono inventati, in questo modo, nuovi sensori, nuove camere, i primi touch-screen capacitivi, i primi dual sim, vengono sviluppati nuovi standard di comunicazione di rete e tra dispositivi, migliora proprio il concetto di SoC dove molti dispositivi convivono nello stesso chip con la CPU.

L’innovazione non è solo hardware, ma anche software. Infatti Nokia si appropria di sistemi operativi come Symbian ed S40 e, col nuovo millennio, ne inizia a svilupparne di nuovi come Maemo e Meego su Linux. Acquisisce aziende come Trolltech per l’interfaccia grafica oppure Gate5 per la navigazione e i contributi open source diventano notevoli: tutto il mondo della tecnologia trae grossi benefici.

Nel frattempo, da altre parti si raccolgono le briciole e si tira a campare finché Apple non esce, finalmente, dalla propria crisi di coscienza e decide di entrare nel mondo della telefonia, pur senza sapere come fare. Infatti non lo sanno fare ed il loro primo prodotto è un ridicolissimo ritorno alle origini con l’iPhone che, nella sua prima versione, sapeva solo fare telefonate ed inviare e ricevere SMS. Il grande merito è che lo faceva in modo semplice e con una graziosa interfaccia grafica accessibile a chiunque. Tutt’ad un tratto, lo smartphone diventa moda e, come succede con la moda, la gente è in grado di pagare qualsiasi prezzo per accaparrarsi l’oggetto più brillante. Apple inizia ad insidiare l’egemonia di Nokia che, accecata dalla propria arroganza, fa fatica a comprendere la minaccia.

(continua…)

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