27 Maggio 2020 – Zadig n. 2


27 Maggio 2020 – uscita nº 2


Opzioni democratiche

di Jon Duro

Oggi l’ordine del giorno in senato prevede la votazione della sfiducia al Ministro della Giustizia Bonafede. Per esserne sicuri, non ce n’è una, bensì due, una proposta dalla destra e una da Più Europa a firma Bonino.

Iniziamo con le motivazioni della destra che mostra capacità cognitive fuori dal comune.

Continua a leggere


IRRITAZIONI

Contro le curcubitacee della politica

di Toshiro

Chi scrive ama perdutamente le curcurbitacee (i meloni), molto meno la loro varietà infestante di nome Giorgia e non per la facile etichettatura “di destra”; egli infatti ritiene etichette generalistiche siano più consone a prodotti a firma Del Monte che a una forza politica a notevole proselitismo. Chi scrive ama perdutamente le cucurbitacee…

Continua a leggere



OPEN SEEKER

Tecnologia e pandemia

parte 1

di Jon Duro

La pandemia COVID-19 ha colto di sorpresa un po’ tutti e ha avuto un’onda d’urto devastante che ha indiscriminatamente colpito ogni nazione, senza fare distinzione di razza, sesso, estrazione sociale. Ha messo in forte crisi le economie dei paesi senza risparmiare nemmeno quelle più stabili, stressando oltre misura i loro sistemi sanitari.

Continua a leggere


Breviario (super)laico

di Galileo Bellarmino

Iniziamo questa rubrica come un vero e proprio percorso intellettuale. Il suo titolo è di per sé provocatorio visto che l’espressione “Breviario (super)laico”, da un lato, rimanda ad un testo di preghiere, nello specifico una liturgia cattolica delle ore; e dall’altro, rivendica un carattere laico, pardon “super” laico. Singolare è che il curatore sia pure un teologo e uno storico della cultura di formazione!

Continua a leggere


Zadig si continua: seconda uscita

Siamo alla seconda uscita di Zadig e partono anche le tre rubriche annunciate nell’uscita del 13 maggio: Zadiq di Toshiro, Open Seeker di Jon Duro ed il

Breviario (super)laico di Galileo Bellarmino. Queste sono direttamente accessibili nel menu di testa.

Contemporaneamente Zadig diventa anche più connesso nei canali social: partono, infatti, le pagine su Facebook e Twitter. I link sono stati aggiunti nel pie’ di pagina e nella pagina dei contatti.

Ritorno alla (a)normalità

di Jon Duro

Pian piano si ritorna alla normalità, la tanto ambita normalità. Tutti i sacrifici degli ultimi mesi hanno sortito gli effetti sperati ed ora siamo pronti a riprendere terreno, respirare aria fresca, sentire come la brezza ci fa ancora venire i brividi.

Ma siamo sicuri di ricordare bene la normalità a cui ambiamo così tanto? E, soprattutto, siamo sicuri di volerci ritornare? Forse se la ricordassimo bene ci penseremmo almeno due volte.

Dopo un breve periodo dove, nel sacrificio, sembrava avessimo trovato una unità nazionale, nord-sud, bianco-nero, ricco-povero, che ci rendeva orgogliosi al punto di cantare l’inno di Mameli e sventolare il tricolore fuori dai balconi, torneremo a lottare l’uno contro l’altro: terroni contro padani, italiani contro neri e musulmani, lavoratori contro disoccupati. Riparte, quindi, quella guerra dei poveri di cui il sistema si alimenta. Un sistema che arruola politici che sollevano confusione e caos e si avvalgono dell’ignoranza e della memoria corta. Un giorno si lamentano che in carcere non ci entra nessuno e il giorno dopo che in carcere ci entrano in troppi, un giorno urlano contro il MES e il giorno dopo votano a favore; politici che allo scoppio della pandemia accusavano il governo di non aver chiuso a sufficienza e poco dopo lo accusano dell’esatto opposto.

Al loro fianco, stretti al guinzaglio, ci sono i giornalisti che odorano delle feci dei propri padroni a furia di baciare le loro intimità. Quei giornalisti parlano a noi, soldati poveri di guerre che non ci appartengono, non hanno né morale e nemmeno dignità, scrivono per il salario e per convincerci di quali siano le cause giuste per cui combattere. Così che inconsapevolmente ci ritroveremo, in questa ambita normalità, a schierarci a favore del VIP di turno, dei ladri, mafiosi e grandi corruttori. A favore di coloro che ogni anno evadono una somma stimata di 108 miliardi di euro ed additeremo i manettari che, invece, i ladri li vogliono mandare in carcere. Ci ritroveremo schierati nella lotta contro noi stessi, contro il disgraziato che viene aiutato con un reddito minimo, dal costo di circa 10 volte inferiore della refurtiva dei grandi evasori, ignorando che un giorno potremmo essere noi ad averne bisogno.

Torneremo a vivere le nostre vite, due ore di tangenziale e nove ore in ufficio, con un’ora di pausa pranzo. Torneremo nelle nostre abitazioni a rimpinzarci di TV ed ascoltare la chiamata alle armi dei giornalisti, peccato che da casa non si sentano gli odori. I sabati e le domeniche nei centri commerciali ed in vacanza due settimane l’anno.

Continua a leggere


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Share via
Copy link
Powered by Social Snap