Contro le cucurbitacee della politica

Chi scrive ama perdutamente le cucurbitacee (i meloni), molto meno la loro varietà infestante di nome Giorgia e non per la facile etichettatura di “donna di destra”; egli infatti ritiene etichette generalistiche siano più consone a prodotti a firma Del Monte che a una forza politica a notevole proselitismo. Chi scrive critica Giorgia Meloni consapevole che smontare quel chiacchiericcio irritante sia un po’ sparare sulla croce rossa, ma parliamo di un movimento in costante ascesa, quindi è un lavoro indispensabile al contenimento (politico) di personaggi votati al culto della propria vacuità, in nome della quale Giorgia è stata capace di invocare il cattolicesimo più ortodosso e insieme di accogliere supina l’Islam nella sua accezione più terribile. Di seguito un celere compendio per delegittimare la Meloni e tutti i poveri fessi che ritengono la sua politica sia una risorsa dell’italia conservatrice anziché quello che realmente è: spazzatura qualunquista per menti semplici e fanatici nostalgici di un’epoca mai esistita.

1. Giorgia è il perfetto testimonial di quella politica morta svariate legislature or sono. Quella in cui chi nasceva politico, nella vita non faceva altro, diventando una sorta di remora sociale in cui non è importante acquisire conoscenze, competenze e magari due titoli, ma conservare la poltrona. Per lei la politica non è vocazione ma lavoro a tempo pieno da cui staccarsi eventualmente dopo che anche Ciriaco De Mita si sarà ritirato a vita privata.

2. In questi giorni Giorgia ha criticato Bonafede perché avrebbe rinforzato la mafia, contribuendo a scarcerazione pericolosi boss mafiosi. Ora, detto da chi è stato ministro (per la Gioventù) con un individuo pluripregiudicato e il cui establishment è stato falcidiato da sentenze definitive per associazione mafiosa, la cosa lascia quantomeno perplessi.

3. In occasione del vertice FAO 2009, il governo di Giorgia ha accolto a braccia aperte il dittatore libico Gheddafi, allestendo in Villa Pamphili un Harem con circa 500 “hostess”. Lo stesso governo avrebbe poi bonificato al caudillo islamico la cifra di 5 miliardi di euro come rimborso per le guerre coloniali. Avrà Giorgia sbraitato per fiumi di denaro che hanno finito con l’alimentare una delle peggiori dittature islamiche, così come ha fatto per il ben più modesto riscatto (mai confermato dalla Farnesina) per salvare Silvia Romano? No, non l’ha fatto.

4. Da settimane la celeste tuona contro il MES. Ma chi ha concepito il MES? ça va sans dire lo stesso governo dei pluri-pregiudicati e degli amici dell’islam più ortodosso di cui ribadiamo Giorgia era Ministro. Non lo scrive il sottoscritto ma Mario Monti (Corriere della Sera, 11 Aprile 2020).

5. A proposito, quella fetta di MES che contribuirà a ripagare il gap economico causato dal covid avrà aliquota quasi azzerata. Ma ciò che conta non è agevolare la ripresa economica, ma alzare polveroni retorici, ammiccando alle menti più semplici e prive di senso critico. Prova ne è il voto europeo dei partner leghisti che pochi giorni fa hanno bloccato l’emissione dei coronabond. Prima alternativa della finanza comunitaria al MES.

Tirando le somme ho cercato un elemento positivo e condivisibile della politica meloniana, ma trattandosi della specie politica che non fa politica, cioè non cerca soluzioni concrete, ma vive immersa in una permamente campagna elettorale, ho trovato come espressione di “massima lucidità” nel tentativo di piazzare alla testa del Quirinale quella mente illuminata, anzi abbagliata di Vittorio Feltri o, pochi giorni fa, nel commemorare quel gran pezzo di “patriota” di Almirante. Le leggi razziali, l’impegno nella rivista “il manifesto della razza”, il vile servilismo macchiato del sangue dei veri patrioti in difesa della illegittima repubblica di salò, sono dettagli.

Cosa resterà di tutto questo? Pare la sua Crociata in nome della cristianità più estrema sia destinata a una inesorabile ascesa. Oggi più che mai, ha grande appeal l’eredità Fallaciana che usa lo spauracchio inconsistente e spesso ridicolo dell’islam pronto a piazzare tende e minareti nel cuore dell’Europa (immaginiamo le vecchiette del paese forzate a leggere il corano o i nullafacenti del bar privarsi della birra mattutina durante il ramadam).

Testimone massimo di tanta mediocrità il discorso più osceno degli ultimi anni. “GENITORE 1 e GENITORE 2” è a oggi l’apice dell’intolleranza e della stupidità di un mondo che vede nella propria fede (politica e pseudoreligiosa) l’unica verità accettabile. Eredità che sappiamo bene da quale mondo provenga. Ma a noi le etichette non piacciono.

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