La Brigata degli onesti

Siamo in periodo di Covid-19 ed il pianeta intero è scosso e scossi sono anche i suoi abitanti. La gente si ritrova d’un tratto a perdere ogni diritto fondamentale e costretta, un po’ per legge, un po’ per timore, a chiudersi in casa, vestita di pigiama e circondata da mura. Quelle mura che un tempo parevano così confortevoli dopo una lunga giornata di lavoro o dopo il rientro dalle vacanze, ora sono asfissianti ed ostruiscono la vista; quel divano che era un luogo di riposo ed ozio, diventa il fulcro della nuova vita. Allibiti, si cerca di capire cosa fare delle nostre giornate e del lungo tempo a disposizione: c’è chi si lamenta e chi piange, chi ne approfitta per dedicarsi alle proprie passioni, rispolverando quelle vecchie e ritrovandone di nuove. La gente si reinventa in nuovi ruoli, chi è cuoco, chi è scrittore e chi pittore; qualcuno parrucchiere e qualcun altro musicista. Di sicuro siamo stati tutti prima virologi, poi economisti ed alla fine anche costituzionalisti.

Per mesi interi il mondo diventa virtuale, scorre nei monitor dei PC e negli schermi degli smartphone, ci salva dal tedio, dai libri e dalle forzate chiacchierate familiari. Ci si ritrova con vecchi amici e se ne fanno di nuovi: si discute principalmente di virus e decreti ministeriali, ma presto spuntano nuovi argomenti e, come se si stesse in due, oppure in tre, oppure in dieci e a volte anche in venti seduti assieme al bar, scoppiano risse e risate, commenti, apprezzamenti, ci si scambia foto e pensieri, come se la vita fosse sempre stata quella.

Così come tutti, anch’io sono chiuso in casa a curarmi delle mie passioni, del mio lavoro e della mia famiglia al punto da non avere più tempo per l’ozio o la lettura di un bel romanzo. Mi sono anche ritrovato coinvolto in mille canali WhatsApp ed anche il buon vecchio IRC che piace tanto a noi hacker. Ecco che un amico di vecchia data, Toshiro, me ne presenta uno nuovo, Galileo, e si trascorre così del tempo a discutere soprattutto di politica ed ideali, ci si arrabbia fino a spellarsi le dita.

Un giorno decidiamo di mettere per iscritto le nostre tante chiacchierate e condividerle con il mondo. Così che, come la brigata degli onesti di Boccaccio scappando dalla peste si rifugiò in una residenza di campagna e per dieci giorni vennero raccontate storie che saranno lette per 700 anni a seguire, anche noi tre, ci rifugiamo in questo sito e, con umiltà e senza pretese, racconteremo le nostre storie e le nostre idee.

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